giovedì 16 maggio 2013

Oleandro pianta ornamentale ma pericolosamente tossica

L’oleandro (Nerium Olenader) è un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Apocynaceae; presente spesso nelle nostre abitazioni, ha una funziona ornamentale ma, allo stesso ingenera ansie e timori per la sua pericolosità, sentita ancor più nel caso in cui fossero presenti bambini e animali.

Coltivata sia in esterno che all’interno degli appartamenti, ha foglie lanceolate e coriacee e fiori variamente colorati; nonostante sia in grado di resistere a temperature estremamente elevate, nel corso dell’inverno, quando possibile, sarebbe buona regola ripararlo nel caso in cui si vivesse in zone caratterizzate da temperature estremamente rigide. Non a caso, è una pianta che vive e cresce bene nel bacino Mediterraneo.

Fiorisce in estate e alla fine dell’autunno con fiori viola, bianchi, giallo, arancio o rosa, a seconda delle specie; quando si “lavora” con l’oleandro è necessario fare molta attenzione alla sua tossicità perciò, l’ideale sarebbe utilizzare guanti usa e getta o, in alternativa guanti che possano essere poi lavati.




Da piantare dove possa godere del sole, richiede molta acqua e potature frequenti che gli diano forma ed evitino il suo eccessivo sviluppo; tra i problemi maggiori che lo caratterizzano c’è la rogna causata dal Pseudomonas savastanoi, che si manifesta con protuberanze che deturpano i fusti, i boccioli, i frutti e anche le foglie.

Il batterio, generalmente veicolato dall’acqua, può essere tenuto alla larga facendo in modo che l’oleandro goda di un buon drenaggio ed evitando che attrezzi utilizzati per potature di piante malate siano riutilizzate prima di essere state sterilizzate.

Trattamenti a base di rame, nel caso in cui un oleandro sia stato colpito possono non bastare perciò, si dovrà provvedere a tagliare i rami e avere cura di bruciarli (ricordando di disinfettare gli attrezzi utilizzati) poi, trattare eventualmente con altri prodotti a base di rame. .

La sua pericolosità è valida per l’uomo ma non solo, anche gli animali (cani, gatti, bovini...) possono farne le spese, in particolare i cavalli possono, in seguito alla sua ingestione, riportare lesioni e morire per arresto cardio-circolatorio; da notare che anche essiccato mantiene inalterate le sue caratteristiche e, ugualmente dannoso è utilizzare i rami per preparare cibo alla brace perché anch’essi rilasciano le tossine responsabili della sua pericolosità. Nel caso in cui lo si bruciasse, si dovrà aver cura di non sostare presso i fumi, anch’essi tossici.

Pare che la responsabilità della sua nomea sia da attribuire ai glucosidi cardioattivi che, se ingeriti agiscono sul cuore; se a basse dosi hanno una funzione terapeutica, questo non accade nel caso in cui le dosi superino una certa soglia e, nell’oleandro, la loro presenza non può che essere definita elevata.

La sua ingestione può provocare sintomi che partendo dall’aritmia, possono condurre alla morte; non necessariamente le manifestazioni della sua interazione con l’organismo si manifestano immediatamente, è infatti possibile che trascorrano molte ore (fino a un giorno), prima che ci si renda conto del danno.

E’ possibile che si avvertano disturbi gastrici con nausea, vomito e mal di stomaco, cardiologici con alterazione del ritmo cardiaco, ipotensione, coma e, nei casi più gravi morte ma, anche il sistema nervoso può essere “attaccato” e portare dall’assopimento, all’atassia, allo shock.

Protagonista di “White oleander” in cui Michelle Pfeiffer uccide l’amante proprio tramite l’estratto di oleandro bianco (come dice il titolo), fu protagonista non molto tempo fa di un fatto di cronaca: una donna cercò di uccidere il marito con un infuso preparato con le sue foglie. Il tentativo non è andato a buon fine ma il marito, nel periodo in cui ha bevuto l’intruglio, ha avuto problemi sempre più gravi (da disturbi gastrici, fino ad aritmie) che lo hanno condotto, in breve, al ricovero in rianimazione.

Nel caso in cui abbiate in casa o in giardino un oleandro fate perciò attenzione a come lo maneggiate e, nel caso in cui vi siano bambini, tenetelo alla larga dai luoghi in cui giocano, il pericolo che questa pianta porta con sé è infatti molto elevato.

4 commenti:

  1. Nonostante sia tossica con le giuste accortezze rimane una bellissima pianta da usare in giardino o sul balcone

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  2. è cresciuta una piantina spontaneamente nelle mie aiuole. ora ha raggiunto l'altezza di un metro, sono preoccupato per i bambini... penso che la eliminerò

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    1. Non credo serva a molto, perché essendo una pianta molto diffusa i bambini potrebbero trovarla altrove. Credo invece sia più utile ripetere spesso ai bimbi che è una bella pianta ma fa la bua. La mia nipotina ne sta alla larga anche quando i suoi amichetti ci giocano.

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  3. ho innaffiato un pianta di zucchine con acqua con foglie di oleandro ,posso mangiare le zucchine

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