venerdì 5 luglio 2013

Introduzione alla riflessologia plantare e le sue origini

Riflessologia plantare

La riflessologia plantare, detta anche riflessologia zonale, è una tecnica che mira a ristabilire l’equilibrio energetico del corpo tramite la stimolazione e la compressione di alcuni punti ben definiti, posti sul piede e collegati direttamente agli organi o zone da trattare, che vengono “curati” perciò di riflesso.

Già utilizzata in epoca antichissima, si pensa che risalga addirittura a circa  5000 anni fa;   veniva utilizzata in Cina ed in India, praticata anche dagli antichi Egizi (noto è il ritrovamento nella tomba di Akhmahor di una pittura di un medico che utilizza questa tecnica curativa) e dalle popolazioni Maya. Testimonianza del suo uso in tempi remoti è il ritrovamento in Valcamonica di un graffito che rappresenta un feto disegnato sulla pianta di un piede, un chiaro collegamento tra il piede e il corpo umano.  Nel tempo si diffuse tra le popolazioni del Kenya e dei Nativi Americani. Anche Ippocrate la insegnò ai suoi discepoli.




William Fitzgerald
La diffusione della riflessologia "moderna" in Occidente, nonostante la tecnica fosse già stata utilizzata su Benvenuto Cellini, la si deve allo statunitense William Fitzgerald, un otorinolaringoiatra che fin dal 1902 studiò e sperimentò quella che chiamava la terapia zonale.
Fitzgerald divise il corpo in 10 parti, lo stesso numero delle dita delle mani e dei piedi, che sosteneva che in ogni zona l’energia fluiva liberamente e gli organi erano connessi perciò, trattando un punto in una zona, si poteva curare un altro organo presente nella stessa zona. Il suo obiettivo era però ottenere uno strumento che fosse antidolorifico, potenzialità che aveva già notato in alcuni suoi pazienti che facevano uso di oppiacei.

Successivamente, il dottor Riley e l’allieva Eunice Ingham, diedero maggiore impulso allo studio e diffusione della riflessologia “occidentale”, definendo una mappa zonale del piede, con le corrispondenze tra i vari organi; in seguito, la riflessologia approdò anche in Europa.

Nei piedi (in questo caso) esistono perciò zone riflessogene che, se premute, trascinate o massaggiate, si riflettono su specifici organi del corpo; l’energia che scorre nei canali può subire modifiche, bloccarsi e stagnare o muoversi più velocemente, dando origine a scompensi che si riflettono sugli organi. La stimolazione dei punti riflessogeni permette di riportare a una situazione di equilibrio.

Sui piedi viene inoltre riportata la divisione a livello delle spalle, diaframma e anche, la stessa utilizzata per suddividere il corpo dai riflessologi e che permette di individuare le aree da trattare; per fare un paio di esempi, in alto, a livello dell’alluce si trova perciò la testa mentre sul calcagno, la parte inferiore del dorso.

La riflessologia plantare può essere utilizzata per curare problemi mestruali, mal di schiena, stati d’ansia, febbre, mal di testa, artrosi, lombalgie, sciatica, diverticolite, insonnia, depressione, difficoltà digestive; aiuta a regolare la funzionalità endocrina, il metabolismo, la calcemia.

La riflessologia non comporta rischi, può causare un leggero malessere se l’organismo tenta di disintossicarsi (sensazione che scompare in poco tempo) o di benessere in caso di forte rilassamento; può essere utilizzato su bambini, adulti, anziani, anche in sala parto, tuttavia, dovrebbe essere evitata nei primi mesi della gravidanza.

Allo stesso modo sarebbe meglio evitare in concomitanza dei pasti e durante il ciclo mestruale, a meno che non la si pratichi proprio per calmare i dolori mestruali.


2 commenti:

  1. Sta cosa dei piedi mi ha sempre incuriosita, molto interessante questo post ;)

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  2. A proposito di piedi .. ho appena finito di leggere questo fatto .. che sfortuna però !
    Lully, direttore d'orchestra, tradito dal piede

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